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Partanna-Mondello
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mwbgPartanna-Mondello è il mwbwventiduesimo quartiere di mwcaPalermo, situato nell'estrema zona mwcqnord del capoluogo e inserito nella mwcgVII Circoscrizione. Comprende le frazioni litoranee di mwcwMondello e dell'mwdaAddaura, oltre che il mwdqborgo di Partanna, il cui toponimo coincide altresì con la cinquantesima mwdgunità di primo livello della città.

Contents

Storia
Origini
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Il quartiere si estende dalla sezione di costa settentrionale di Palermo che comprende il mweggolfo di mwewMondello e la fascia litoranea dell'mwfaAddaura, inoltrandosi fino alla mwfqPiana dei Colli, vasto territorio compreso tra le falde del mwfgMonte Gallo e del mwfwMonte Pellegrino. È circondato dalle riserve naturali orientate dei due promontori e dalla confinante mwgaReal Tenuta della Favorita, che ricopre un'area di circa 4 km² posta a metà tra Mondello e il centro urbano di Palermo.

Confina:

• a nord con la mwhariserva naturale orientata di Capo Gallo, che si affaccia sul mwhqmar Tirreno meridionale;
• ad sud-est con il quartiere mwhwArenella-Vergine Maria;
• a sud con il quartiere mwiqPallavicino e il mwigParco della Favorita;
• ad ovest con il quartiere mwjaTommaso Natale-Sferracavallo

La frazione di Mondello è nota per la particolare conformazione della spiaggia di Mondello-Valdesi, che analogamente a quelle mwjgcaraibiche risulta avere un'origine organica, nata dalla decomposizione dei molluschi che vivono nella foresta di mwjwmwkaPosidonia al centro del golfo. La zona dell'Addaura, posta ai piedi del versante settentrionale del Monte Pellegrino, è invece caratterizzata da un litorale roccioso con diverse calette.

Il borgo di Partanna sorge nella zona pianeggiante più vicina al Monte Gallo, un'area con un andamento del flusso idrico sia verso la pianura, che verso il mare, senza manifestazioni sorgentiziecite-ref-1[1]. Prima del mwlgsacco di Palermo, tale territorio era ricchissimo di corsi d'acqua e per tale motivo dotato di una rigogliosa vegetazione, in parte conservata all'interno delle ville nobiliari costruite tra il mwlwXVIII e il mwmaXIX secolocite-ref-2[2].

Origini del nome

Il nome del quartiere deriva dal borgo di Partanna e dalla frazione di Mondello, le più grandi ripartizioni urbanistiche presenti in tale suddivisione amministrativa.

Partanna prende il nome dai principi dell'mwoaomonima località situata nel mwoqlibero consorzio comunale di Trapani, Laura e Girolamo I della famiglia nobiliare dei mwogGrifeo, che nel mwowSettecento divennero titolari di un feudo nel territorio dell'attuale sobborgo e ordinarono la costruzione di una prestigiosa tenuta, attorno alla quale si sviluppò il nucleo residenzialecite-ref-grifone-3-0[3].

Sull'origine del nome Mondello esistono diverse ipotesi, sebbene secondo la più accreditata si tratti di una corruzione dell'mwqqarabo mwqgal mondellu, tradotto in "palude": infatti, durante il mwqwdominio islamico il golfo appariva caratterizzato dalla presenza di un grosso mwrapantano, originato nei secoli di mwrqdominazione romana a causa di fenomeni legati allo sfruttamento del territoriocite-ref-4[4].

Storia

Origini

Preistoria

Le prime testimonianze di insediamenti umani nel territorio risalgono al mwtgPaleolitico, quando le comunità mwtwpreistoriche attive nella mwuaConca d'Oro iniziarono a colonizzare il Monte Pellegrino e Capo Gallo, ricchi di cavità naturali e di conseguenza rifugio ideale per le tribù primitive. Nel corso dell'mwuqEneolitico, col mutare delle condizioni climatiche e sociali, sorsero diversi villaggi con annesse mwugnecropoli in prossimità delle attuali Valdesi e Partannacite-ref-5[5].

Età antica e Medioevo

Tra il mwwqVII e il mwwgIII secolo a.C. il golfo di Mondello divenne una meta rilevante per i coloni mwwwfenicio-mwxapunici, che sfruttavano l'insenatura del Capo Gallo come riparo sicuro per i naviganti: a tale periodo risale la fondazione del santuario di mwxqIside all'interno della Grotta Regina, ampia caverna che dai rinvenimenti archeologici risulta essere stata utilizzata per fini di culto già dall'età del ramecite-ref-6[6]. Si ritiene con buona probabilità che nel corso della mwygprima guerra punica il golfo di Mondello venne utilizzato come punto di approdo dal generale cartaginese mwywAmilcare Barca, sbarcato nel mwza247 a.C. a Palermo, controllata dai mwzqromani, per conquistare il Monte Pellegrino e farne una roccafortecite-ref-7[7].

Nei secoli di mwawdominazione romana venne effettuato un intensivo diboscamento del mwbaMonte Pellegrino, al fine di soddisfare la richiesta di maggiori quantità di legname per costruire edifici e imbarcazioni. Ciò fu causa di un progressivo riversamento di detriti verso il mare che, accumulatisi negli anni, diedero origine alla palude che ha caratterizzato la zona di Valdesi fino al mwbqXIX secolocite-ref-8[8]. Per tale ragione, durante il mwcgdominio islamico la località di Mondello venne rinominata mwcwMarsa 'at Tin, "porto del fango": qui venne fondato un villaggio di pescatori, mentre l'attuale Valdesi venne sfruttata come mwdasalina.

Oltre alla pesca, l'area ha sempre presentato una vocazione agricola dovuta all'abbondanza di acque e alla fertilità della terra e, vista la vicinanza con l'mwdgantica città murata di Palermo, ne ha sempre costituito l'agro coltivato. Alcuni documenti di mwdwepoca normanna attestano sin dal mweaXII secolo la presenza di un mweqcasale nella zona dell'odierna Partanna, identificata come mwegPlanum Galli ("Piana di Gallo"). Il territorio dell'Addaura, legato ad attività di culto fin dall'età preistorica, in epoca mwewmedievale divenne meta di ritiro spirituale per gli eremiti. Dalle notazioni storiche risulta inoltre che nel mwfaXIII secolo il territorio ospitasse una tenuta di caccia riservata alla mwfqmwfgcuria regiscite-ref-9[9].

Età moderna

Nel mwhqXV secolo venne istituita una mwhgtonnara nella punta settentrionale della baia di Mondello, a cui seguì l'edificazione di un nucleo di case per ospitarne i lavoratori. L'abitato si arricchì velocemente grazie ai profitti legati sia alla pesca, sia ad attività agro-pastorali favorite dalla natura estremamente florida del terreno. Tuttavia, il periodo in questione coincise con l'inizio di una lunga e intensa serie di assalti alle coste siciliane da parte mwhwcorsari barbareschi, attirati dai successi della fiorente imprenditoria dell'isola.

La difesa contro i pirati, resasi urgente per la quantità di incursioni perpetrate ai danni delle comunità marinare di Palermo, venne organizzata con la costruzione di una rete capillare di torri per conto del Senato cittadinocite-ref-10[10]: nell'area dell'attuale quartiere, due furono posizionate nell'area di Mondello, rispettivamente destinate all'avvistamento delle imbarcazioni ostili e alla protezione degli abitanti all'interno delle mura; e una all'Addaura, al confine con la borgata di mwjqVergine Maria.

In tutta la Piana dei Colli, dove sorge l'attuale sobborgo di Partanna, i pochi nuclei residenziali attivi erano costituiti da mwjwbagli, costruzioni fortificate e di conseguenza in grado di assicurare la difesa in caso di attacchi da parte dei predoni.

Ciclo delle Ville dei Colli

Nella prima metà del mwkgSettecento, grazie al successo del sistema di difesa siciliano contro la pirateria, il rischio di attacchi andò diminuendo progressivamente fino a non costituire più una minaccia importante per la popolazione. All'attenuazione del fenomeno, che ad ogni modo perdurò con certezza fino alla fine del secolocite-ref-11[11], contribuirono in modo ulteriore e fondamentale anche la costituzione della mwlwReal Marina del Regno delle Due Sicilie, nel mwma1734; e la stipula del trattato di pace tra mwmqCarlo III di Spagna e l'mwmgImpero ottomano, nel mwmw1740cite-ref-12[12].

Alla luce di ciò, la classe aristocratica iniziò a manifestare il desiderio di una zona di villeggiatura nella Piana dei Colli, considerata un luogo particolarmente salubre per la vegetazione rigogliosa, la ricchezza di corsi d'acqua e la mitezza del clima. Ciò portò alla nascita del cosiddetto "ciclo delle Ville dei Colli", durante il quale vennero edificate numerose residenze ideate sulla base di un peculiare modello insediativo, costituito dal connubio tra architettura e giardinocite-ref-grifone2-13-0[13]. Molte delle prestigiose ville in questione sorsero dalla trasformazione di antichi mwpqbagli, a cui erano addossati importanti torri di avvistamento che avevano una funzione difensiva nei confronti delle scorrerie mwpgsaracene: la prima tra queste viene considerata Villa Wirz, costruita sulla base di un baglio fortificato del mwpw1534 e famosa per aver ospitato il soggiorno dell'mwqaammiraglio Nelson ed mwqqEmma Hamiltoncite-ref-14[14]. Alcune tra le tenute del periodo in questione delineano nel presente i confini dell'attuale quartiere, come la villa dei principi di mwrgCastelforte (riconfigurata nella seconda metà dell'mwrwOttocento in stile mwsaneogotico dal mwsqprincipe di Granatelli), da cui prende il nome la via di collegamento con Pallavicino; e Villa Scalea, ambiziosa opera architettonica con elementi in mwsgstile liberty - tra cui il rinomato giardino d'inverno comprendente un parco e un mwswninfeo - collocata nell'estremità ovest dell'attuale quartierecite-ref-leviedeitesori2-15-0[15].

Nel mwuq1722, i principi della famiglia nobiliare mwugGrifeo ottennero in concessione un feudo nel territorio dell'odierno quartiere da parte dell'mwuwArcidiocesi di Palermo, all'interno del quale fecero edificare un'imponente proprietà in seguito rinominata come Villa Partanna. È attorno al perimetro di quest'ultima che cominciò a svilupparsi un sempre più nutrito nucleo abitativo che espanse la modesta borgata già presentecite-ref-grifone2-13-1[13]. I nobili partannesi instaurarono un profondo legame con il luogo e con la comunità, a tal punto che il territorio iniziò ad essere noto come "Partanna" in riferimento alla provenienza dei Grifeo, titolari della baronia dell'mwwaomonima località nella mwwqvalle del Belice.

Età contemporanea

Alle porte del mwyqXIX secolo, una porzione del territorio di Mondello coincidente con l'attuale Mondello-Valdesi venne annessa alla mwygReal Tenuta della Favorita, fondata nel mwyw1799 ai piedi del Monte Pellegrino da mwzaFerdinando IV di Borbone, in seguito al suo trasferimento a Palermo. Nel periodo successivo alla mwzqprimavera dei popoli e all'instaurazione del governo di mwzgRuggero Settimo, si ebbe un'espansione della città di Palermo verso settentrione e l'area dell'odierna Partanna-Mondello venne aggregata alla borgata di mwzwPallavicino, in un ampio nucleo residenziale extra-urbano che prese il nome di "Comune riunito di Partanna-Mondello e Pallavicino".

Intorno alla seconda metà del secolo, nei pressi del borgo di Partanna sorse una fabbrica per la distillazione dell'alcol dai mw0qfichi d'India, metodo produttivo introdotto per la prima volta nel mw0g1855 dall'imprenditore mw0wVincenzo Florio dopo essersi fatto promotore di una serie di ricerche scientifiche in tal senso, condotte tra il mw1a1842 e il mw1q1853 nei laboratori dell'mw1gIstituto Agrario Castelnuovo. L'elevata qualità dello mw1wspirito prodotto si dimostrò superiore ai risultati ottenuti in mw2aFrancia, dove nello stesso periodo furono effettuati esperimenti sfruttando il medesimo sistema, generando notevoli profitti all'industria siciliana nei primi anni di attività: tuttavia, l'aumento di prezzo delle carrube, l'onerosa imposta comunale sulle botti e la concorrenza del più economico alcol da mw2qbarbabietola prodotto in mw2gGermania concorsero a mandare in crisi le fabbriche di alcol da fico d'India, che cessarono la produzione in breve tempocite-ref-16[16].

Nel mw4a1860 si registrò una violenta epidemia mw4qmalarica nell'area limitrofa al pantano di Valdesi, divenuto malsano nella seconda metà del XVIII secolo per l'abbandono di alcune saline, ritornate ad essere acquitrini successivamente all'integrazione del territorio nella riserva borbonica: ciò, unito all'innalzamento medio della temperatura, indusse la proliferazione di insetti nocivi in corrispondenza delle acque stagnanti, causando già nel mw4g1772 una prima ondata di contagi nell'agro circostante, arginata da alcuni interventi rivelatisi tuttavia inefficaci nel lungo terminecite-ref-17[17]. Nel mw5w1889 venne approvato il progetto di bonifica del principe e senatore mw6aFrancesco Lanza Spinelli di Scalea, supportato dall'allora capo del governo mw6qFrancesco Crispi. Questo prevedeva l'intercettazione delle acque in un grande canale, posto nelle vicinanze del Monte Pellegrino, insieme alla realizzazione di un canale di circonvallazione che raccogliesse le acque e le riversasse nei due sbocchi di Mondello e Punta Celesi. L'operazione ebbe successo, così la zona perse la sua umidità e la malaria venne debellata in via definitiva.

La seconda metà dell'Ottocento segnò anche la scoperta della prima tra le caverne della mw6wgrotta dell'Addaura, in seguito ad alcune indagini mw7aarcheologiche e mw7qpaleontologiche nel territorio - documentate, tra gli altri, da mw7gGaetano Giorgio Gemmellaro nel mw7w1866 - che portarono alla luce reperti preistorici tra cui armi e utensili in mw8aselce, mw8qpietra e mw8gcarbone, in aggiunta a ossa di mw8welefante nanocite-ref-18[18], mw-acervo, mw-qcavallo e mw-gbove. I rinvenimenti fornirono le prime testimonianze circa la presenza di insediamenti di cacciatori paleolitici nella costa settentrionale di Palermocite-ref-19[19].

Primo Novecento

Nei primi anni del mwaqeXX secolo si susseguirono diverse proposte per la colonizzazione e lo sfruttamento della baia di Mondello, al fine di trasformarla nella stazione balneare di lusso del capoluogo siciliano: ciò fu dovuto in primo luogo alla bonifica di Valdesi, a cui si aggiunsero gli eventi sportivi e mondani promossi nel territorio dalla famiglia mwaqiFlorio, con particolare riferimento all'attività di mwaqmVincenzo Florio jr, che concorsero a generare una notevole attenzione verso la località marinara. L'interesse si espanse nei salotti imprenditoriali dell'mwaqqEuropa occidentale alla luce di un articolo pubblicato sulla rivista mwaqufrancese mwaqyLa Sicile Illustréecite-ref-20[20] e ordinato da un imprenditore mwaqsmilanese di origini mwaqwagrigentine, Luigi Scaglia, in cui venivano esposte le qualità paesaggistiche di Mondello. Egli presentò nel mwaq01906 un progetto per lo sviluppo urbano della zona, senza ottenere ad ogni modo il via libera per l'attuazione dal comune. Nel mwaq41909, una versione quasi del tutto conforme venne proposta da una società italo-mwaq8belga istituita a mwaraBruxelles nello stesso anno e denominata mwareLes Tramways de Palermecite-ref-21[21]. Quest'ultima riuscì ad aggiudicarsi un accordo con l'amministrazione municipale nel mwary1911, impegnandosi a costruire ed esercitare linee a trazione elettrica da Mondello fino al centro urbano del capoluogo, assieme all'edificazione di villini di pregio e di altre opere finalizzate alle manifestazioni culturali, nonché al corredo urbano.

In tale contesto storico, coincidente con la mwargBelle Époque, la città di Palermo divenne una capitale europea di rilevanza economica e culturale e attraversò un periodo di prosperoso benessere, figurandosi per di più come uno dei centri di maggiore influenza per lo sviluppo dell'mwarkArt Nouveau nella penisola italiana, grazie all'operato di una generazione di architetti tra cui si distinsero con particolare merito mwaroErnesto Basile e mwarsSalvatore Caronia Roberti. Lo sviluppo urbano di Mondello e la sua lottizzazione rappresentarono per i progettisti in questione un terreno fertile per l'espressione dello stile mwarwLiberty, come avvenuto nel quartiere mwar0Libertà durante la grande espansione ottocentesca a nord del mwar4centro storico.

Le guerre mondiali

Successivamente allo scoppio della mwasyprima guerra mondiale, Mondello ospitò la fabbrica per l'assemblaggio di mwascidrovolanti messa in piedi da mwasgVittorio Ducrot, che durante il conflitto collaborò con Vincenzo Florio per fornire supporto alla mwaskRegia Marina.

Nel corso della mwassseconda guerra mondiale, i promontori che circoscrivono il quartiere ebbero un ruolo strategico nella difesa della città e in particolare del mwaswporto di Palermo, obiettivo di estrema rilevanza per il flusso di rifornimenti garantiti alle forze dell'mwas0Asse impiegate in mwas4Nordafrica e in ragione di ciò oggetto di frequenti attacchi dell'mwas8aeronautica militare britannica. Per intercettare e abbattere i velivoli che da mwataMalta si dirigevano verso il capoluogo siciliano, sorvolando mwateIsola delle Femmine per poi giungere al largo del golfo di Mondello, il Monte Gallo venne scelto dalla mwatiLuftwaffe per l'installazione di un mwatmradar Freya, mentre la rete di sorveglianza antiaerea venne presieduta dal Monte Pellegrino, che per le sue caratteristiche rendeva le postazioni militari dei bersagli difficili da colpirecite-ref-22[22]cite-ref-23[23]cite-ref-24[24]. Lo stabilimento dell'Aeronautica Sicula posto nelle vicinanze del porticciolo dell'Addaura si occupò della produzione su licenza, tra gli altri, di modelli di mwaueCANT Z.501cite-ref-25[25], impiegati dalle mwauyforze aeree del Regno d'Italia per missioni di ricognizione e soccorso.

Dal mwaug1943, l'mwaukaviazione statunitense iniziò ad attuare la strategia dei "bombardamenti a tappeto" sul suolo italiano, architettata per stremare la popolazione e indurla a fare pressioni sul governo per la resa. I mwauobombardamenti di Palermo ne rappresentarono una delle prime dimostrazioni e i raid aerei vennero perpetrati con un'intensità tale - utilizzando anche armi quali gli mwausordigni al fosforo e le cosiddette mwauwblockbuster bombscite-ref-26[26] - che la città venne quasi completamente rasa al suolo, con un elevatissimo tasso di distruzione esteso per tutta la mwaveex provincia. L'inflizione di danni critici alle vie di comunicazione, nonché il crollo del morale di civili e unità militari, servirono alle forze anglo-americane per preparare lo sbarco in Sicilia attuato con l'mwavioperazione Husky. Le truppe alleate, una volta conquistato il capoluogo, utilizzarono lo stabilimento balneare e il campo da golf di Mondello, rispettivamente, per collocare armamenti e veicoli.

Il boom economico italiano e la speculazione edilizia

Negli mwavuanni '70, l'appetibilità della rigogliosa Piana dei Colli e del territorio di Partanna finirono nelle mire della speculazione edilizia di mwavyVito Ciancimino e dell'amministrazione comunale di carattere mwavcmafioso avvenuta sotto l'ala della mwavgDemocrazia Cristiana. Durante il periodo in questione, noto come mwavksacco di Palermo, si ebbe la dissennata espansione delle borgate e dei quartieri esistenti sfruttando un piano regolatore che dava il via libera all'edificazione selvaggia.

L'annessione di Partanna avvenne tramite la costruzione di numerosi palazzi dotati di 3 o 4 piani, costruiti nel cuore della borgata e rintracciabili in molte vie limitrofe, con l'obiettivo di aumentare forsennatamente la densità abitativa. L'infame opera fu completata nel totale disinteresse verso il patrimonio storico ed ambientale, agendo in opposizione alle mwavsnorme preposte alla sua tutela. Ciò ha comportato un enorme danno paesaggistico, considerato il pesante deturpamento della natura circostante, nonché la perdita di una fetta dei compartimenti arborei che adornavano i giardini di pertinenza, andati distrutti; ed architettonico, in ragione dell'infelice contrasto che vede da una parte residenze nobiliari e ville, in opposizione ai palazzi sorti nella borgata per mano dell'operato criminale della giunta di Ciancimino.

Il simbolo del sacco nel territorio di Partanna-Mondello è identificato nella collina di Pizzo Sella, appena sopra la borgata, dove Ciancimino autorizzò 160 concessioni edilizie, annientando la quasi totalità del verde presente col riversamento sul luogo di 1 milione di mwav0mq di cemento. Sebbene la stessa sorte fosse toccata alla maggior parte delle colline palermitane, Pizzo Sella ottenne una particolare esposizione mediatica (probabilmente poiché visibile già dal mare) ed è oggi nota come "la collina del disonore".cite-ref-27[27] La costruzione del villaggio residenziale su Pizzo Sella, al contrario di tanti esempi analoghi, è stato bloccato in corso d'opera e le case in costruzione sono state confiscate e mai ultimate, rendendo il luogo un borgo fantasma a tutti gli effetti.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• Chiesa parrocchiale di Maria SS. Assunta, in via Mater Dei;
• Chiesa parrocchiale di Maria SS. dell'Addaura, nel Lungomare Cristoforo Colombo;
• Chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, in via Lorenzo Iandolino;
• Chiesa parrocchiale di San Girolamo, in via Fortuna.

Architetture civili

Il quartiere possiede un eterogeneo patrimonio architettonico, ereditato dalle diverse espansioni edilizie che hanno interessato la zona tra il mwawsXVIII e il mwawwXX secolo. Le architetture civili più antiche di maggiore interesse sono le ville aristocratiche costruite nel corso del Settecento e dell'mwaw0Ottocento in prossimità del borgo di Partanna. La frazione di Mondello è nota per le architetture in stile mwaw4mwaw8Liberty sorte nel primo Novecento, durante la trasformazione della località in una stazione balneare rivolta alle classi sociali più abbienti; nonostante la corrente dell'Art Nouveau ne rappresenti il tratto maggiormente distintivo, nella zona sono presenti numerosi esempi di stili diversi tra cui il mwaxaneogotico, l'mwaxearchitettura vernacolare, il revival mwaximoresco, un certo numero di abitazioni in stile mwaxmcottage-mwaxqchalet, nonché esempi di mwaxustile pompeiano.

Architetture della Piana dei Colli

• Villa Castelforte, in via P.m. Posta all'estremità meridionale di Partanna-Mondello, al confine con il quartiere di mwaxkPallavicino, venne edificata come abitazione di villeggiatura per ordine del principe di mwaxoMezzojuso, per poi essere acquistata dal principe di mwaxsCastelforte. Alla fine del Settecento il fondo annesso alla residenza confluì nella mwaxwReal Tenuta della Favoritacite-ref-28[28], riserva privata di mwayeFerdinando I delle Due Sicilie, mentre nella seconda metà dell'Ottocento l'edificio venne riconfigurato in mwayistile neogotico dal mwaymprincipe di Granatelli.
• Villa de Simone Achates Wirz, in via Apollo. Nata all'inizio del Settecento come residenza annessa alla tenuta di caccia dei principi mwayuLa Grua, la struttura è il frutto della conversione di un baglio fortificato risalente al mwayy1534, che risulta essere il più antico edificio documentato della mwaycPiana dei Collicite-ref-29[29]. La villa è stata utilizzata come scenografia per il film mwaywmway0Kinski Paganini, diretto da mway4Klaus Kinski (mway81926 - mwaza1991) nel mwaze1989cite-ref-30[30].
• Villa Partanna, in via Castelforte. Residenza di villeggiatura annessa ad un ampio fondo agricolo posseduto dai principi mwazcGrifeo di Partanna, da cui è dipeso lo sviluppo dell'omonima borgata a partire dalla prima metà del XVIII secolo per l'elevato numero di maestranze richieste per il giardino monumentale e per le aree coltivate.
• Villa Branciforte Lanza di Scalea, in via Scordia. Fondata nel mwazk1717 come residenza estiva della famiglia mwazoBranciforte, la struttura deriva da un preesistente edificio religioso convertito in villa per volontà di mwazsGiuseppe Branciforte, principe di mwazwScordia. Dalla sua istituzione, la tenuta annessa alla dimora ha raccolto una variegata collezione di rarità mwaz0botaniche provenienti da mwaz4Paesi esotici, insediatesi con successo nel giardino grazie alla stabilità e alla mitezza del climacite-ref-31[31]. L'abitazione ha subito un rimaneggiamento nell'Ottocento, in seguito al passaggio di proprietà ai Lanza Spinelli di mwaamScalea.

Architetture Liberty

• Antico Stabilimento Balneare, in viale Regina Elena;
• Villino Barresi (oggi Fragalà), in via Piano di Gallo;
• Villino Fernanda, in viale Regina Margherita;
• Villino Gregorietti, in viale Regina Elena;
• Villino Lentini, in via Alvise Cà da Mosto;
• Villino Maria, in viale Regina Margherita;
• Villino Pepe Lo Jacono, in viale Regina Elena;
• Villino Società Canottieri Roggero di Lauria, in viale Regina Elena;
• Villino Sofia, in viale Regina Margherita;
• Villino Tasca, in viale Principessa Giovanna.

Stile cottage-chalet

• Circolo del golf, in viale Regina Margherita;
• Villino Attilia, in viale Regina Elena;
• Villino Grunau-Cottage Dagnino, in viale Principe di Scalea;
• Villino Matta, in viale Regina Margherita;
• Villino Pojero, in viale Regina Elena.

Siti archeologici

Il golfo di Mondello, passaggio di numerose rotte mercantili nel corso dei secoli, rappresenta un'area di dispersione archeologica e, nel corso del tempo, sono stati rinvenuti numerosi reperti risalenti a varie epoche, tra cui quella mwab4fenicia, mwab8ellenistica e mwacalatina. Uno dei recuperi più recenti riguarda una serie di anfore romane databili tra il mwaceII secolo a.C. e il mwaciII secolo d.C., scoperte nel corso del mwacm2020 e del mwacq2021cite-ref-32[32]. Il quartiere comprende inoltre due diversi comprensori:

• mwacsComprensorio archeologico della Marinella, complesso di sei grotte pedemontane nel promontorio di Monte Gallo. Al loro interno è stato rinvenuto un ricco deposito archeologico, le cui testimonianze coprono diverse fasi dell'evoluzione umana che vanno dal Paleolitico al Mesolitico, all'mwacwetà del bronzo e, infine, al periodo fenicio-punicocite-ref-33[33]. Di tale comprensorio fa parte la Grotta Regina, utilizzata come luogo di culto a partire dalla preistoria: la sua rilevanza è tuttavia legata al santuario di Iside, fondato in mwadeetà fenicia e considerato il più importante del Mediterraneo per l'eccezionalità dei rinvenimenti.
• mwadmmwadqGrotta dell'Addaura, complesso di quattro caverne naturali situate a circa 70 mwadum. s.l.m., sui pendii settentrionali del Monte Pellegrino. Tale sito è noto per custodire uno degli esempi più rilevanti di mwadyarte preistorica in Italiacite-ref-34[34], il più importante in Sicilia insieme alla mwadsGrotta del Genovesecite-ref-35[35]. Nelle caverne sono stati rinvenuti resti dell'mwaeaelefante nano, oltre che strumenti utilizzati con buona probabilità per la caccia e che attestano la presenza umana tra il Paleolitico e il Mesolitico. La Grotta dell'Addaura è compresa nella lista mwaeemwaeiI Luoghi del Cuore del mwaemFAI - Fondo per l'Ambiente italianocite-ref-36[36].

Aree naturali

• mwae8mwafaRiserva naturale orientata Capo Gallo, accessibile dalla frazione di Mondello tramite due ingressi, posti rispettivamente in prossimità di via Gallo e di via Tolomea. Il primo itinerario consente di raggiungere il faro di Capo Gallo tramite un sentiero a strapiombo sul mare, da cui è possibile osservare il mwafetrottoir a vermeti che caratterizza tale porzione di costa, oltre che la macchia di foresta presente alle pendici del promontorio. Il secondo itinerario permette di salire fino a 527 m s.l.m. e di arrivare al cosiddetto Semaforo, piccola costruzione militare del periodo mwafiborbonico adibita agli avvistamenti.
• mwafqmwafuRiserva naturale orientata Monte Pellegrino, accessibile da Mondello tramite via Monte Ercta o dall'Addaura. In tale area verde, estesa per oltre 1000 ettari, si registra un'elevatissima biodiversità vegetazionale, in cui figura un cospicuo contingente rappresentativo dell'mwafyendemismo siciliano. Il sito è noto anche per le numerose caverne naturali, utilizzate dall'uomo fin dall'epoca preistorica e poi, nel corso dei secoli, da comunità di epoche diverse per fini di culto. Le pareti rocciose del promontorio, osservabili dall'Addaura, ospitano specie di mwafcrapaci di particolare interesse.
• mwafkmwafoParco della Favorita, accessibile da viale Regina Margherita (Mondello-Valdesi). Vasta tenuta mwafssettecentesca fondata dal re mwafwFerdinando IV di Borbone, con un'estensione di 4mwaf0 km² rappresenta il quarto parco urbano più vasto d'Italia e il più grande giardino pubblico di Palermo. Il sito è oggi compreso all'interno della riserva di Monte Pellegrino e il suo perimetro confina con i quartieri di Partanna-Mondello e mwaf4Pallavicino.

Geografia antropica

Urbanistica

Le suddivisioni urbanistiche che confluiscono nel quartiere - Mondello, Partanna e l'Addaura - presentano impianti con caratteristiche sensibilmente diverse tra loro, condizionati da differenti contesti storici e occorrenze sociali, oltre che dalle peculiarità morfologiche di alcune zone che rientrano in tale sezione della città. Ciononostante, lo sviluppo di una parte significativa del territorio che compone l'attuale quartiere ha assecondato le esigenze di villeggiatura della classe aristocratica prima e di quella borghese in seguito, qualificandosi come area prettamente residenziale già a partire dalle espansioni verso nord del mwagyXVIII e mwagcXIX secolo.

Sono ancora rintracciabili gli impianti dei nuclei abitativi più antichi, seppur circoscritti e in larga parte inglobati nelle maglie delle varie espansioni edilizie che si sono succedute nel tempo: questi sono la borgata storica di Piazza Mondello, sorta nell'estremo lembo settentrionale della baia di Mondello; il borgo delle Saline, nella zona di Mondello-Valdesi; e il borgo di Partanna.

Sebbene l'area del quartiere appartenga ad una dimensione quasi esclusivamente residenziale, tra gli mwagoanni '50 e mwags'60 vennero realizzati in prossimità di Partanna alcuni edifici industriali, oggi dismessi o rimpiazzati da esercizi commerciali, come nel caso dello stabilimento mwagwCoca-Cola posto al confine con il quartiere di mwag0Tommaso Natale-Sferracavallocite-ref-37[37]cite-ref-38[38].

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il quartiere è connesso alla mwahkcirconvallazione di Palermo e all'mwahoautostrada A29 tramite lo svincolo Tommaso Natale - Mondello, inaugurato nel mwahs2002; inoltre, poco prima del raccordo si apre un altro passante che conduce alla frazione di mwahwSferracavallo. Al confine sud-est della frazione di Mondello è possibile immettersi nella mwah0strada statale 113 Settentrionale Sicula, che attraversa il lungomare Cristoforo Colombo collegando Partanna-Mondello con i quartieri sorti lungo la costa ai piedi del Monte Pellegrino, fino a raggiungere il quartiere mwah4Montepellegrino nel nuovo centro urbano.

Mobilità urbana

Il trasporto pubblico è composto da cinque linee autobus urbane gestite dall'azienda municipalizzata mwaieAMAT: queste sono le linee 544, 603, 614, 645, 806, a cui si aggiunge la linea N1 nelle ore notturnecite-ref-39[39]. Risultano in corso i lavori per annettere il quartiere al nuovo anello tranviario di Palermocite-ref-40[40].

Sport

Principali società sportive

• Club Canottieri Roggero di Lauria;
• Circolo della Vela Sicilia;
• Yacht Club Punta Célesi;
• Velaclub Palermo;
• Albaria Windsurfing Club Mondello;
• Clubino del Mare;
• Country Time Club;
• TeLiMar;
• Società Canottieri Trinacria;
• Circolo Nautico Costa Ponente;
• Euroyachting Sports Club;

• ASD Parmonval, seconda squadra di calcio del capoluogocite-ref-41[41].

Impianti sportivi

In viale dell'Olimpo sono situati il mwakaDiamante e il mwakePalasport Fondo Patti, rispettivamente lo stadio di mwakibaseball - sport la cui tradizione a Palermo è legata con buona probabilità alla permanenza dei marinari della mwakmUnited States Navy nel porto cittadino, dopo la conquista del capoluogo durante la mwakqseconda guerra mondiale e per alcuni anni nel mwakudopoguerra - e il principale mwakypalazzetto sportivo della città. Tra via Palinuro e viale Galatea è posto lo stadio di calcio "Franco Lo Monaco", inaugurato nel mwakc1997cite-ref-42[42].

Note

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Voci correlate